Il termine dialettale "grave" indica un cumulo di ghiaia o sassi. L’origine di questo particolare ambiente è legata all’attività umana: l’imponente accumulo di ghiaia di porfido e sassi è infatti costituito da materiale di scarto derivante dall’attività estrattiva dell’argento che, negli anni dal 1000 al 1500 circa, ha interessato tutto l'altopiano del Calisio-Argentario.
L’ambiente della "grava" ha un terreno particolarmente arido che condiziona strettamente la vita delle piante. Vi crescono le specie tipiche dei luoghi aridi come la globularia (Globularia cordifolia) e il pero corvino (Amelanchier ovalis) ma anche un gran numero di esemplari di pino silvestre (Pinus sylvestris), che, a causa della povertà del suolo, crescono molto lentamente e stentatamente e hanno sistematicamente assunto l'aspetto e la forma di autentici bonsai naturali, alti al massimo un metro e mezzo. La presenza di questi ultimi ha regalato al paesaggio un aspetto vagamente orientale e suggestivo.
Nella porzione umida sottostante il biotopo si trova una torbiera dove vivono alcune autentiche rarità botaniche, tra cui alcune orchidee di palude e lo splendido gladiolo di palude (Gladiolus palustris); va poi segnalata la presenza, nelle pozze, della ninfea (Nymphaea alba) e dell’utricolaria (Utricularia minor), una pianta insettivora che vive completamente sommersa.