Palazzo Alberti-Colico
Ideato nel XVI secolo, questo edificio presenta un’interessantissima facciata in cui elementi rinascimentali e tardo-medievali convivono in armonia. Da non perdere.
Creato nel 1532 dalla fusione di due case contigue in un unico edificio, Palazzo Alberti-Colico colpisce fin da subito il visitatore per la spettacolarità della sua facciata: si caratterizza infatti per la sovrapposizione di affreschi cinquecenteschi e dipinti preesistenti del secolo precedente. Significativi i motivi floreali e i fregi all’antica che denotano l'influenza del colorismo veneto. Molto interessante il prospetto complessivo che presenta un balconcino e un monogramma di San Bernardino sorretto da due angeli scolpiti a rilievo, che svetta sul portale. Le molteplici e complesse strutture architettoniche dell’edificio testimoniano i numerosi avvicendamenti di proprietà e i vari interventi di ristrutturazione.
La facciata è caratterizzata dalla sovrapposizione di affreschi cinquecenteschi a preesistenze quattrocentesche. Motivi floreali e fregi all’antica denotano l'influenza del colorismo veneto.
La partitura del prospetto, frutto dell’accorpamento di due preesistenti lotti medievali, è arricchita dall'inserimento del balconcino con bifora e della trifora in asse con il portale, sovrastato dal monogramma di San Bernardino sorretto da due angeli scolpiti a rilievo. Durante il Concilio il palazzo ospitò varie personalità tra cui i cardinali legati Girolamo Seripando, famoso teologo agostiniano, e Bernardo Navagero, vescovo di Verona.
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