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Dal bosco urbano di Gocciadoro ai boschi di Villazzano, passando per Villa Mersi

Passeggiata · Facile / 2.86 km · 1:01 h · 260 m

Le zone dell’espansione urbana recente e la collina sud-est sono le protagoniste di questo percorso che si snoda tra il Parco di Gocciadoro e il Giardino di Villa Mersi.
Nemmeno un secolo fa la piana attorno al Fersina era aperta campagna e le arcate della Ferrovia della Valsugana (1895) si elevavano - isolate - su un paesaggio tipicamente agricolo. Oggi la piana alluvionale è completamente occupata dai quartieri meridionali della città e la fortissima espansione urbana degli anni ‘60-’80 ha investito anche il terrazzo di Villazzano e le prime pendici delle Marzola.

Non mancano tuttavia interessanti spunti per un percorso immerso nel verde. Si parte dal Parco di Gocciadoro, che occupa il tratto finale della valletta del Salé e per consolidata tradizione è il vero “parco naturalistico” della città. Tra le due guerre vi si conducevano i bambini degli asili per la ciliegiata di fine anno scolastico. Nel secondo dopoguerra vi furono aperte le “colonie diurne”.

Iniziando l’itinerario si percorre l’antica via di San Bartolameo, che passa accanto all’omonimo complesso religioso formato da chiesa e cimitero. Si tratta di un nucleo molto interessante per caratteristiche e posizione, la cui origine è stimata antecedente al XII sec.

La salita prosegue verso Villazzano, attraversando tratti di campagna e zone residenziali, in cui gli edifici del XX sec. si mescolano senza soluzione di continuità a piccoli agglomerati storici, una volta isolati in mezzo al paesaggio agricolo. Il percorso attraversa il Giardino di Villa Mersi, elegante esempio di residenza nobiliare in stile barocco del XVIII sec. Il viale di accesso sale dolcemente verso la facciata principale della villa e culmina con una fontana saliente. Al giardino barocco, restaurato e completamente rigenerato agli inizi del XXI sec., venne annesso nello scorso secolo un parco di gusto romantico formato anche da piante esotiche.

Passando oltre si imbocca la Salita dei Molini, che rievoca la presenza passata di mulini da grano e fucine che sfruttavano l’energia idrica del Rio dei Mulini. L’impianto urbanistico medievale si rivela con la tipica aggregazione “a scalare”, anche se gli edifici rivelano interventi e rimaneggiamenti del XVI sec.

Anche su questo tratto della collina abbondano gli esempi di architettura aulica e colta nelle numerose residenze di campagna, fatte erigere dalla ricca borghesia della città a cavallo del XVII-XVIII sec. ( Villa Ferrari, Villa Belfonte, Villa Tommasi).


Percorso che si può fare sempre; per l’esposizione è preferibile il pomeriggio durante i mesi freddi e la mattina nel periodo primaverile ed estivo.

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