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Le cave che costruirono Trento: da Port'Aquila a Villamontagna

Passeggiata · Media / 5.64 km · 1:58 h · 383 m

Da Port’Aquila, soglia della città murata alle ultime cave della pietra di Pila, passando per le Laste, il Parco delle Coste, Moià e Villamontagna. Un percorso che si sviluppa toccando tutte le aree da cui furono estratte le pietre che servirono alla costruzione della città dal XII al XX sec.
L’itinerario collega la parte storica interna alla cinta muraria di Trento con gli insediamenti più elevati della collina orientale, toccando una serie di luoghi di grande rilevanza storica per la nascita e la formazione della città. Infatti lungo il percorso è possibile vedere la cava di pietra del Buonconsiglio (posta sul retro del castello in via della Cervara), la cava delle Coste (dove il materiale da costruzione veniva cavato fino agli anni ’50 del secolo scorso), e per ultima le cave di Pila,  tuttora coltivate.

In mezzo a tutto ciò si può leggere la storia della “colonizzazione” della collina est: dai primi complessi religiosi isolati (convento dei Cappuccini, e dei Carmelitani Scalzi), alle ville borghesi ottocentesche e novecentesche, alla urbanizzazione massiccia a partire dal boom economico degli anni ’50-’60 fino ad oggi.

Lasciata Port’Aquila si risale il giardino della Saluga , dal nome del rio che scorre seminascosto nella vallecola dopo aver raccolto le acque di Cognola. Il percorso segue la Via Crucis eretta dai Carmelitani nel 1959, che si sviluppa fino al Santuario delle Laste  con una serie di edicole incassate nelle murature che fiancheggiano la strada.

Il Santuario delle Laste, la cui origine risale agli inizi del XVII sec., costituisce di per sé una interessante tappa. Ma il percorso prosegue subito verso il Parco delle Coste, che occupa le cave di pietra delle “laste delle Coste”. I crateri di cava sono stati recentemente trasformati in un interessantissimo parco urbano ricco di suggestioni di carattere floristico e geologico, anche se dell’originaria attività estrattiva rimangono ancora alcune vestigia.

Il tracciato in collina, spesso incassato tra muri a secco o alte siepi, offre interessanti scorci sul paesaggio circostante, che ben rappresentano la transizione dall’ambiente urbano alle zone agricole periurbane, punteggiate da gradevoli esempi di architetture patrizie o religiose come la panoramica Toresela Seiser o i nuclei di Moià e di Chiogna. Completa il quadro paesaggistico della collina la fascia boscata ai piedi delle balze rocciose del Calmuz. Si tratta un bosco misto di carpini, frassini, orniello, acero, pino silvestre e altre essenze tipiche del piano collinare.

Passata Villamontagna ci si dirige verso le Cave di Pila, altero ambiente di cava, in parte ancora attivo e in parte trasformato in parco a memoria della passata attività estrattiva.


Percorso che si può fare sempre;  per l’esposizione è preferibile il pomeriggio durante i mesi freddi e la mattina nel periodo primaverile ed estivo.

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