Da Melta di Gardolo a Martignano. Un itinerario che unisce la Trento degli anni ‘80 con con l’antico sobborgo di Martignano, passando per un insediamento di oltre 10.000 anni fa.
L’itinerario collega la piana di Trento nord, frutto della più recente espansione urbana (risalente agli ultimi due decenni del secolo scorso) con lo storico sobborgo collinare di Martignano, caratterizzato da ampi vigneti di antica origine.
Tuttavia la vera sorpresa storica del percorso è la presenza, a metà della risalita, del Riparo Gaban. Si tratta di un sito archeologico importante che conferma come questi luoghi siano frequentati dall’uomo da oltre 10.000 anni. Infatti la ricca stratigrafia permette di ricostruire una presenza continua dal Mesolitico antico all’eta del Bronzo, testimoniata da splendidi manufatti ed oggetti votivi.
Lungo la parte iniziale del percoso è però possibile apprezzare anche altri aspetti interessanti del paesaggio trentino. Nella parte iniziale che costeggia il quartiere dei Solteri, è possibile vedere dall’alto una delle ultime cave di pietra rossa di Trento ancora coltivata. Si tratta di uno degli ultimi laboratori artigiani per la lavorazione della pietra con cui venne costruita gran parte della città storica e della città ottocentesca.
Subito dopo, ritornati verso la piana, si costeggia il Parco di Melta, una grande parco urbano dal disegno contemporaneo, che risponde alle esigenze contemporanee di spazi ricreativi e verde urbano.
Affrontando la salita verso la collina, lasciate alle spalle le ultime case di Melta, si entra finalmente nel paesaggio dei vigneti terrazzati che caratterizzano il pendio tra Centochiavi e Martignano. L’esposizione ed il suolo hanno favorito la presenza di estese coltivazioni di vite che, dove il terreno si fa più ripido si dispongono su gradoni terrazzati di notevoli dimensioni.
La strada si snoda tra le campagne e permette di osservare anche tutta la flora spontanea ed autoctona che si accompagna alle coltivazioni: muri di edera e vitalba, aceri, ornielli, noccioli ed altre essenze tipiche dei versanti magri ed assolati.
Punteggiano il percorso alcune presenze storiche (la Cappella di Casa Angeli, la Chiesa di S.Isidoro) che mostrano come la collina fosse stata durante il periodo sei-settecentesco il luogo di espansione e rappresentanza della nobiltà rurale e della ricca borghesia cittadina.
Si giunge infine nella piazza di Martignano, detta dei Canopi (ovvero gli antichi minatori che sfruttavano le vene metallifere dell’Argentario e del Calisio) e si conclude il percorso nel bel Giardino che circonda il Centro Polifunzionale del sobborgo.
Percorso che si può fare sempre; per l’esposizione è preferibile il pomeriggio durante i mesi freddi e la mattina nel periodo primaverile ed estivo.